Quest'anno al VegFestival sarà presente, sia all'inaugurazione (venerdì 16
alle ore 19), sia ospite all'ora dell'aperitivo di domenica (ore 18.30,
domenica 18), una personalità del movimento ambientalista internazionale,
Julia "Butterfly" Hill, attivista e scrittrice statunitense, 32enne impegnata
da quasi 10 anni nelle battaglie in difesa dell'ambiente, degli animali, e
delle persone.
Presentiamo qui un profilo di Julia e una intervista sulla sua scelta vegan,
a cura di Milena Fraccari.
La vicenda che l'ha resa nota in tutto il mondo risale al 1997 ed � ancora oggi ricordata come uno
dei pi� straordinari atti di difesa del patrimonio forestale mondiale.
Il 10 dicembre 1997, infatti, Julia Hill, allora semplice ragazza di 23 anni
originaria dell'Arkansas, sal� su Luna, una sequoia di 1000 anni nell'antica
foresta di Headwaters in California, dichiarando che non ne sarebbe scesa fino
a quando la compagnia che aveva deciso il suo abbattimento non si fosse ritirata
da tale proposito. L'azienda in questione era la Pacific Lumber's, la più potente
industria americana del settore. L'area circostante Luna era stata infatti quasi
totalmente disboscata e, dal momento che niente era rimasto a trattenere il terreno,
una significativa parte della montagna era franata sulla cittadina di Stafford,
spazzando via molte case.
738 giorni passati su una piccola e traballante piattaforma a 60 metri dal suolo,
costantemente esposta agli attacchi che la Pacific Lumber's sferrava contro di
lei. Ha vissuto in balia di tempeste violentissime, tormentata dal dubbio, dalla
fame, dal freddo, dalla solitudine e dal dolore di assistere alla distruzione
di una foresta antichissima.
Julia non aveva mai pensato di poter diventare il simbolo del movimento ambientalista
mondiale. Quando per la prima volta salì su Luna, non aveva modo di conoscere
e prevedere le condizioni meteorologiche in cui si sarebbe venuta a trovare,
nè gli attacchi che lei e la sua causa avrebbero dovuto subire. Non poteva prevedere
il profondo dolore di essere testimone del tentativo di distruggere una delle
ultime antiche foreste rimaste, nè poteva anticipare l'incredibile e straordinaria
lezione di vita che Luna le avrebbe impartito.
Non aveva idea della solitudine che avrebbe dovuto affrontare nè che i suoi piedi
non avrebbero toccato il suolo per oltre due anni. Julia scese dall'albero solo
dopo aver vinto la sua battaglia, il 18 dicembre 1999.
Oggi Julia Butterfly Hill è una donna di 32 anni ed è considerata uno dei personaggi
più autorevoli nel panorama ambientalista internazionale. Conosciuta in tutto
il mondo, Julia è costantemente impegnata non solo sul fronte dell'attivismo
ambientalista ma, attraverso l'Associazione che ha fondato (Circle of Life),
opera in difesa dei diritti umani, della giustizia sociale, delle comunit� locali.
È autrice di due libri: il best seller "La ragazza sull'albero" (titolo originale "The Legacy of Luna" e "Ognuno pur fare la differenza" (Ed. Corbaccio).
Intervista
D.
» Come associ il tuo attivismo e la scelta di essere vegan?
R.
Io sono una vegan felice! Sono felice perchè è una scelta non dettata da sentimenti
di condanna, giudizio o protesta; amo profondamente il fatto di essere vegan:
in questo modo aiuto a fermare le sofferenze degli animali, a fermare la deforestazione,
a fermare la sottrazione di zone incontaminate per far posto ai pascoli, risparmio
energia e acqua, rispetto il mio corpo e lo mantengo in salute. C'è un incredibile
mole di informazioni che provano che la dipendenza dagli animali e dai prodotti
animali porta al cancro, a disturbi cardiaci, alla deforestazione, all'inquinamento
dell'acqua e dell'aria, all'estrazione di preziose risorse e a tante pratiche
orrende. È una questione di scelte e tutte le nostre scelte sono uno dei
modi più straordinari per esprimere il nostro potere. Essere attivisti vuol dire
riconoscere
che il potere che deriva dalle nostre scelte significa responsabilità. Ogni scelta
che facciamo, sia che scegliamo di fare qualcosa o di non fare niente, ha un
impatto sul mondo. Siamo tutti attivisti.
D.
» Tutti possono essere vegan?
R.
Assolutamente si. Vegan � un termine che non definisce solamente un modo di mangiare,
ma implica un modo di vivere e di approcciare il luogo in cui viviamo. Riconosco
per esempio che per chi vive in Alaska o in generale in zone in cui non è possibile
coltivare frutta e verdura, essere vegan può significare un modo più gentile
di trattare la Terra, cercando di limitare al minimo l'impatto globale. L'importazione
infatti a volte può essere distruttiva. Esiste gente che afferma di essere vegan
e poi acquista frutta che impiega giorni ad arrivare, importata dall'altro capo
del mondo. Per alcune persone è materialmente impossibile, ma se è possibile
avere accesso facile a frutta e verdura, più ne mangiamo e meno scegliamo animali
o prodotti animali, più leggera sarà l'impronta che lasciamo sul nostro corpo,
sul nostro pianeta, sui nostri figli e il loro futuro.
D.
» Cosa diresti per convincere una persona a diventare vegan?
R.
Non cerco mai di convincere nessuno ma, senza giudicare, cerco di incoraggiare
le persone. Uno dei modi migliori per stimolare la curiosità delle persone verso
diete vegetariane o vegan è cucinare per loro. Io adoro condividere il cibo con
altre persone. Quando siamo invitati a provare, allora la nostra curiosità ci
stimola ad agire e a provare. Quando, invece, ci giudicano e tentano di imporci
qualcosa, allora istintivamente ce ne allontaniamo. E l'atteggiamento positivo
ci aiuta anche a focalizzarci di più sui sapori. Una delle cosa più belle che
mi sono successe diventando vegan è stato constatare come i sapori si sono accentuati.
Nel momento in cui ho scelto di non mangiare più animali, una buona parte della
vita che c'è dentro di me, incluso il senso del gusto, è letteralmente esplosa.
D.
» Essere vegan oggi � considerata una scelta alternativa?
R.
Proprio cos�, ed è una definizione che viene comunemente associata anche ad altri
aspetti della nostra società, come i materiali e i prodotti riciclati, l'energia
solare ed eolica, il biodiesel, il commercio equo-solidale. Non è giusto. Perchi
tutto cir che fa bene al nostro corpo, alle nostre comunità, al nostro pianeta
deve essere definito "un'alternativa"? Un'alternativa a cosa? Perchè tutto ciò
che ci fa male, che è iper manipolato, iper colorato è accettato e il cibo biologico
è un'alternativa che solo alcuni privilegiati possono permettersi? Tutti meritiamo
del cibo sano e un pianeta sano, e non per la nostra razza cultura, colore, religione
o genere, ma proprio in ragione di tutte queste cose.
Quello che è considerato "di moda" e "giusto" nella nostra società è assolutamente
distruttivo e per questo credo che sia necessario ridefinire ciò che è giusto
ed eliminare la parola "alternativa".
Essere vegan oggi non è un'alternativa, è una soluzione. In un mondo pieno di
problemi spesso ci dimentichiamo che viviamo anche in un mondo pieno di soluzioni.
E una di queste dipende certamente dalle nostre scelte alimentari.